UN NUOVO APPROCCIO ALLA RELAZIONE PSICOSOMATICA

UN NUOVO APPROCCIO ALLA RELAZIONE PSICOSOMATICA

di Enzo Soresi

Un nuovo approccio alla relazione psicosomatica

La relazione mente-corpo alla luce delle neuroscienze

La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) rappresenta un nuovo modello teorico, basato sulle recenti scoperte della biologia, capace di interpretare in modo innovativo le malattie e di spiegare con grande accuratezza l’effetto placebo, l’effetto nocebo e quanto lo stress e le emozioni possano modificare il network biologico. La medicina psicosomatica per anni ha tentato di dare una spiegazione del legame esistente tra emozioni e malattie, ma in realtà ha sempre attribuito allo stato emotivo una dimensione psicologica. Questo approccio scientifico non era però in grado di spiegare il meccanismo con cui le emozioni condizionano la salute del corpo. Con lo sviluppo della PNEI invece è stato possibile dare alle emozioni una valenza funzionale permettendo quindi di rileggere la relazione psicosomatica attraverso un approccio integralmente biologico. In tal modo la medicina assume una nuova logica, consentendo al medico di prendersi carico del paziente in modo olistico.

I tre cardini su cui si fonda la PNEI sono: a) il sistema neuroendocrino (SNE); b) il sistema immunitario (SI); c) il sistema nervoso centrale (SNC). 


www.treccani.it/enciclopedia/un-nuovo-approccio-alla-relazione-psicosomatica_(XXI-Secolo)/


IL SISTEMA DI GUARIGIONE CORPO-SPECCHIO

"Il vostro corpo è lo specchio della vostra vita"

Tutto inizia nella vostra coscienza.
Tutto ciò che accade nella vostra vita e nel vostro corpo comincia con qualcosa che è successo nella vostra coscienza.
La vostra coscienza è quello che siete, la vostra esperienza di Essere.

http://www.healer.ch/it/il_sistema_di_guarigione_corpo_s.htm

BABY BLUES

I fatti di cronaca spesso ci riportano a situazioni drammatiche e senza ritorno , fatti che coinvolgono madri e figli , che sconvolgono l’opinione pubblica ,la quale ancora una volta e’ più pronta a giudicare che a capire.
Tutti dovrebbero sapere che la nascita di un figlio e’ un periodo estremamente delicato per la  vita psichica dei genitori.
Le responsabilità di una nuova vita, la trasformazione del rapporto di coppia , l’uscita da un sistema collaudato per buttarsi in un nuovo sistema dove gli equilibri si costruiscono giorno per giorno... Questo e’ un momento particolare in cui si possono insinuare delle difficoltà di gestione soprattutto da parte della figura materna. 
La madre , già sconvolta dal percorso di nascita, si trova dinanzi ad  impegni ed incombenze relative all’ accudimento del nascituro e a turbamenti psicologici che si possono manifestare  con sbalzi d’umore, alterazioni del ritmo sonno-veglia, paure, mancanza d’ interesse per qualsiasi attività . Anche i momenti più felici possono essere accompagnati da un alone di tristezza e senso di solitudine.
E’ il cosiddetto fenomeno del Baby Blues, una condizione che si manifesta alcune settimane dopo la nascita e che, se perdura con un incremento nell’intensita’ e durata dei sintomi ,può generare un vera depressione post partum. 
Fondamentale in questi momenti e’ creare una rete di aiuto intorno alla famiglia, sostenere e non far sentire sola la madre e la coppia, creare momenti di condivisione delle proprie difficoltà , non aver paura di rivolgersi , qualora si ritenga necessario , a  professionisti che possano ridimensionare sintomi e problematiche psichiche attraverso un ascolto accurato ed un intervento mirato. 
I problemi sociali oggi sono tanti, ma poco si e’ capito ancora sull’ importanza dell’approccio umano e psicologico alle persone.
Se solo si cercasse di focalizzarsi in maniera empatica sull’ altro questo garantirebbe probabilmente una riduzione del danno personale e sociale.


RICONOSCERE E PROTEGGERE I BAMBINI DALLA PEDOFILIA



I fatti di cronaca ci mettono continuamente in allerta relativamente al fenomeno pedofilia.

In questo interessante link troverete informazioni su "come riconoscere potenzialmente un pedofilo e come riuscire a proteggere i vostri bambini”

 http://www.wikihow.com/Identify-a-Pedophile



Nella prima parte vengono riportate alcune indicazioni su come riconoscere una persona che ha tendenze pedofile, specificando che in questo caso è importante sapere che "chiunque" potrebbe potrebbe esserlo, senza distinzione di razza, età , ceto sociale, religione ecc...

Il pedofilo appare come una persona interessante, affascinante, mansueta, molto abile nel nascondere le sue vere intenzioni, di cui bisogna sempre diffidare.

 Molti molestatori di bambini sono persone note ai bambini stessi Purtroppo le statistiche affermano che il 60% dei bambini abusati hanno subito tali molestie in ambito intrafamiliare, il 30% tra persona conosciute dalla famiglia, solo il 10% da estranei.

E' importante perciò conoscere le più comuni caratteristiche del "child molester" : la maggiorparte sono uomini che non hanno preferenze sull'identità di genere dei bambini.

I molestatori possono essere indifferentemente etero o omosessuali, non cè differenza ,va sfatata assolutamente l'idea che il pedofilo sia omosessuale. Le donne abusanti prediligono invece i bambini maschi.

E’ importante stare attenti a quelli che sono i comportamenti più comuni dei pedofili:

- tendono a  parlare con  i bambini trattandoli come adulti, come se fossero amici o amanti, dicono di amare i bambini e sentirsi essi stessi come fossero ancora bambini.

-osservare i segnali di “ grooming”,  per “grooming” si intende quel processo  messo in atto dal molestatore che consiste nel  conquistare progressivamente la fiducia del bambino e anche del genitore. Nel corso di mesi o anni il molestatore si manifesterà come un amico fidato della famiglia, offrendosi come baby sitter o cercando di trascorrere il tempo col bambino in diversi modi . Molti pedofili non iniziano ad abusare dei bambini finchè non ne conquistano la fiducia.

- i pedofili cercano i bambini che sono vulnerabili alle loro tattiche perché mancano  di sostegno emotivo o non  sono abbastanza controllati  a casa ,  cercheranno di convincere i genitori  che i loro figli sono al sicuro con loro, cercheranno di mostrarsi  come figura "genitoriale " per il bambino

-Alcuni pedofili si concentrano sui figli di genitori single ,che non sono abbastanza in grado di controllarli e si presentano come eventuali sostituti di figure assenti.

Un molestatore di bambini spesso utilizza una serie di giochi, trucchi,  attività e il linguaggio per guadagnarsi la fiducia e / o ingannare un bambino. Questi includono: mantenimento dei segreti (isegreti sono preziosi per la maggior parte bambini, essere visto come  "adulto" è importante per loro), giochi sessualmente espliciti, carezze, baci, toccando, comportamenti sessualmente suggestivi esponendo un bambino a materiale pornografico, coercizione ,  corruzione, adulazione, e peggio di tutto, affetto e amore.

Bisogna essere consapevoli del fatto che queste tattiche sono in ultima analisi utilizzate  per isolare e confondere il bambino

 


 

 
 






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Ottica Psicosomatica


In passato si parlava di psicosomatica riferendosi ad essa solo in relazione a quelle malattie organiche la cui causa era rimasta oscura e per le quali (quasi per esclusione) si pensava potesse esistere una "genesi psicologica".
Oggi l’ OTTICA PSICOSOMATICA è ormai una realtà  consolidata in ambito medico, essa guarda all'uomo come ad un tutto unitario, dove la malattia può manifestarsi a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.
Si parla di psicosomatica, non solo come prospettiva con la quale guardare l'evento patologico, ma anche in relazione a sintomi somatici fortemente connessi alle emozioni.


                   Quindi è bene fare una distinzione tra:

  • i sintomi psicosomatici, che pur non organizzandosi in vere e proprie malattie, si esprimono attraverso il corpo, coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio o stress.
  • Le  malattie psicosomatiche (alle quali si riconosce una genesi in buona parte psicologica) in cui si viene a realizzare un vero e proprio stato di malattia d'organo con segni evidenti.
Si  può quindi  affermare che le espressioni psicosomatiche sono quelle che più strettamente realizzano una manifestazione diretta del disagio psichico attraverso il corpo: l'ansia, la sofferenza, le emozioni troppo invasive per poter essere accettate e sentite, trovano una via di espressione immediata nel soma.
Tra queste, solo per elencarne alcune abbiamo le gastriti da stress, le coliti nervose, le malattie allergiche, i disturbi del ciclo mestruale, i disordini digestivi, le varie emicranie e cefalee, l’ipertensione arteriosa, le patologie dermatologiche, le malattie autoimmunitarie, i calcoli, le neoplasie.
Al di là dei numerosi modelli interpretativi che cercano di spiegare l'insorgenza del sintomo o della malattia psicosomatica è invece, fondamentale, in questa sede, recuperare l’importanza della possibilità di “cura” attraverso trattamenti che non vogliono sostituirsi alla medicina ed alla psicoterapia, ma offrono un valido affiancamento a queste aree agendo come “acceleratore di processo” grazie all’aumento di consapevolezza propriocettiva, psichica e mentale.
Tutto questo, oltre a numerosi benefici che possono essere sperimentati sui vari piani, aiuta, nel tempo, a prendersi cura della propria salute in prima persona, sviluppando un più sano ed armonico rapporto con se stessi.


 Gli  Psicoterapeuti, attraverso la visione olistica e psicosomatica dei disturbi possono, guardare facilmente ai segni ed ai sintomi come ad elementi da leggere nell’ampio contesto Psicosomatico e Bioenergetico nel quale la mente ed il corpo dialogano attraverso sottili simboli ed analogie
Parlare di “Olismo” significa  parlare di salute e di benessere, considerando “inscindibili” la psiche ed il corpo fisico.

 

PSICOKINESIOLOGIA

Secondo la Kinesiologia, una tecnica nata in America agli inizi degli anni Sessanta per opera del chiropratico Dr. Goodheart, esiste una relazione tra i muscoli dell’organismo ed i meridiani energetici dell’agopuntura e cioè i canali in cui scorre l’energia vitale. Infatti Goodheart applicò in ambito clinico i test muscolari già sviluppati per l’ambiente sportivo da Henry O. Kendall e Florence P. Kendall negli anni Quaranta.

Goodheart infatti scoprì come squilibri a carico di specifici Meridiani Energetici si riflettano in squilibri a carico di muscoli o gruppi muscolari specifici, conducendolo così allo sviluppo di un concetto fondamentale: il Triangolo Muscolo – Organo – Meridiano. Esso indica come uno squilibrio che si manifesti in uno qualsiasi di tali tre Elementi del Triangolo influenzi direttamente gli altri due ad esso correlati.

In seguito, un suo collaboratore, Gordon Stokes, prendendo ulteriormente spunto da dagli studi neurologici degli anni settanta sulle funzioni cerebrali e dagli studi di Albert Bandura sul potenziamento dell’autoefficacia, della motivazione e delle prestazioni, diede l’avvio alla tecnica di Kinesiologia Emozionale fondando il Metodo Three In One Concepts – One Brain System©, in cui si utilizza il test muscolare di precisione per individuare la componente emozionale del calo energetico del meridiano, per riequilibrare così l’intero organismo, e per desumere una grande quantità di informazioni relative al corpo e al suo assetto energetico, muscolare e di vitalità.Quindi tutte le informazioni che si possono avere attraverso la Kinesiologia, elaborate in modo appropriato, portano ad una consapevolezza ed una attivazione delle innate capacità di auto guarigione che il nostro corpo naturalmente possiede, che in breve tempo possono ripristinare il flusso energetico originario e quindi a ritrovare una dimensione vitale e di salute dell’individuo, nell’ambito del suo più consono e adeguato percorso essenziale.

Il test muscolare infatti, permette di rilevare quale emozione è rimasta bloccata in una determinata situazione che la persona ha vissuto come stressante, individuando anche il comportamento efficace che non è stato appreso per poter gestire in maniera adeguata la situazione. 

Questo elemento, analizzato nell’ambito della Psico-Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo, un ramo della kinesiologia che analizza la negazione della persona sia dal punto di vista emozionale che comportamentale dall’ottica degli Stadi di Sviluppo della persona secondo la psicologia classica, permette di individuare a che stadio di sviluppo si sia fermata o meglio sia rimasta bloccata una determinata area di competenza della persona e quindi di ripristinare lo sviluppo armonico e completo dell’intero individuo. Infatti a molte persone capita che, pur essendo adulti maturi e capaci di fronteggiare differenti aspetti della vita, in qualche particolare ambito abbiano delle difficoltà e incapacità inaspettate e il più delle volte nascoste e negate anche a se stessi, portando quella stessa persona adulta, improvvisamente a percepirsi, comportarsi e a considerarsi come un bambino o una bambina.

In simili situazioni, a volte è possibile, kinesiologicamente, anche trovare un qualche tipo di“ingiunzione” o comando negativo che agisce a livello subconscio e limita le persona attraverso una paura profonda delle ripercussioni che si potrebbero avere, a sfidare il comando ingiuntivo che la persona ha incamerato dentro di sé. E quindi, su questa base, molteplici meccanismi di inversione psicologica possono accadere e condurre la persona su strade che portano molto lontano da se stessi, e dal proprio scopo essenziale nella vita e quindi strade di infelicità e di mancanza di salute.

La Psico-Kinesiologia Integrativa dello Sviluppo, invece promuove il ritorno ad una dimensione più autentica e di integrità del Sé, attraverso un percorso di riequilibrio energetico, emozionale profondo, di autostima, autoefficacia e di consapevolezza, per conoscere e riconoscere consapevolmente la propria vera identità e la propria posizione, nel percorso nel difficile, terribile, affascinante, splendido e immenso Viaggio della Vita che tutti noi ci troviamo a percorrere.

(Rif.www.soluzionipsicologiche.it)


Training autogeno nello Sport

Il training autogeno e' un metodo di auto distensione da concentrazione psichica. 

In ambito sportivo è molto praticato perché in grado di fornire al singolo e/o al gruppo ottimi strumenti di gestione psicofisica. 

 Attraverso  gli esercizi di base ( calma, pesantezza, calore, cuore, respiro, plesso solare e fronte fresca) l'atleta potrà imparare a vivere consapevolmente la propria corporeità , accedere al sistema propiocettivo, riuscirà ad aumentare i livelli di concentrazione, migliorare l'efficenza psicofisica, e la capacità intuitiva , auto osservare il ritmo cardiaco e  respiratorio rendendolo regolare, migliorare la qualità del sonno, migliorare l'ansia da prestazione( o di attesa pre-agonistica)

Le potenzialità della tecnica garantiscono inoltre una più idonea gestione dell' aggressività e della comunicazione e un miglior stato di resilienza ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi  e riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.


 


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Riapertura Centro Psiconsult

Il primo settembre il centro Psiconsult riapre ed accoglie tutti coloro che necessitano di un supporto psicologico offrendo la prima consulenza Gratuita! 


LUGLIO e AGOSTO Consulenza on Line

Il Centro PSICONSULT nei mesi di Luglio ed Agosto rimane Aperto On Line

 avvia percorsi di Consulenza Psicologica tramite WEB

Gli utenti interessati potranno ricevere consulenza attraverso Skype/Chat/ e-mail

                                           


                                                          


                Per info e costi

            psiconsulto@gmail.com

             dr.sassauvaleria@gmail.com

COMPULSIVE CYBER SHOPPING






Come è ormai noto, la sindrome da acquisto compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti, anche denominato shopping compulsivo, acquisto compulsivo, shopping-dipendenza .
Non è riconosciuto come un disordine dalla American Psychiatric Association (APA), manuale DSM-IV; nonostante questo ha ricevuto una notevole attenzione dei media.
I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile.
In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d'ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.
È stata in particolare la studiosa statunitense S.L. McElroy ad occuparsi di questo fenomeno, proponendo i seguenti criteri diagnostici per distinguere le persone che praticano lo shopping come una normale attività, da quelle per cui esso assume caratteristiche patologiche:
~La preoccupazione, l’impulso 
~il comportamento del comprare non adattivi esperiti come irresistibili, intrusivi o insensati; ~comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno), per un periodo di tempo più lungo di quello stabilito.
~La preoccupazione, l’impulso o l’atto del comprare causano stress marcato, fanno consumare tempo, interferiscono significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo o determinano problemi finanziari (indebitamento o bancarotta). [Wikipedia]

Le cause 

~La società consumistica in cui viviamo, per la quale il "possesso del prodotto" diviene vera e propria fonte di felicità, uno strumento per costruire una identità sociale accettata e gradita. Si passa quindi con facilità dal consumismo alla consumopatia;

~Il disturbo può camminare  silente per anni ( anche una decina) e non venire diagnosticato se non quando irrompe creando, come spesso accade, disagio psicologico-familiare (conflitti, separazioni) o disastrose conseguenze economiche;

~A differenza delle classiche dipendenze (droga, alcool), in questo caso non è prevista l'assunzione di sostanze esterne. Questo aspetto è di fondamentale importanza ed evidenzia la mancanza del rischio oggettivo e concreto di mettere a repentaglio la propria vita (a parte logicamente quando insorgono problemi economici), inducendo nella stessa società una visione poco critica delle conseguenze che lo shopping compulsivo può generare nella vita delle persone, soprattutto sensi di colpa ed ansia che alimentano atteggiamenti depressivi anche forti al pari di dipendenze da sostanze esterne al soggetto.
 
COMPULSIVE CYBER  SHOPPING ( il ruolo di internet)

Si ritiene che internet amplifichi il fenomeno dello shopping compulsivo, dato che rende possibile acquistare nei negozi di tutto il mondo semplicemente con una carta di credito, senza spostarsi da casa e senza preoccuparsi di esporsi .
Lo shopping compulsivo on line( cyberg compulsive shopping) è ritenuto una forma di internet dipendenza.
Le caratteristiche di quest'ultimo sono:

~la rapidità di un click e una carta di credito per comprare quello che si vuole;
~le possibilità di comprare oggetti o articoli che si trovano dall'altra parte del mondo;
~la comodità di svaligiare in cinque minuti un negozio online, direttamente da casa, grazie al "carrello virtuale" e la possibilità di avere a disposizione un fattorino che porta la merce a casa.

Il cliente viene spesso adescato grazie ad alcune tra le tecniche di vendita più usate dai siti di vendita on line :
~l'esclusiva ovvero la possibilità di ottenere qualcosa non facilmente accessibile a tutti, ne consegue Il sentimento di privilegio ed unicità .
~Il promemoria del visitatore o cliente tramite le e-mail che avvisano della presenza di un determinato oggetto, offrendo  sconti personalizzati e spedizioni gratuite.
~Il fare da ponte per altri utenti guadagnando degli sconti, per esempio suggerendo l'acquisto sul sito e comunicando contemporaneamente gli indirizzi e-mail di conoscenti.( invita un amico) incrementando così il database di potenziali clienti del sito in questione.
~rendere  le quantità limitate, magari indicando progressivamente la riduzione del numero dell'oggetto , produce un atteggiamento di desiderio di ottenere per primi l'oggetto. La supposizione è che se un prodotto è scarso, è probabile che sia molto richiesto (acquistane uno subito perche’ sta per esaurirsi).
Questa tecnica è utilizzata di frequente per rendere l’opportunita’ di acquisto piu’ appetibile in virtu’ del fatto che la disponibilita’ del prodotto terminera’ presto, ciò non fa che rinforzare l'atteggiamento compulsivo all'acquisto.
Scomporre, spiegare o relativizzare il prezzo: lo stesso prezzo può essere comunicato in modi diversi ed avere un impatto completamente diverso su chi guarda (per es. mostrare il prezzo di partenza molto alto e lo sconto relativo immediatamente sotto può far pensare di incorrere in un affare) 
 

Come intervenire.

La dipendenza è una condizione che ruota intorno al piacere. Non ruota intorno alla sofferenza, come può essere dipinta o immaginata. Le persone ne soffrono, e ne soffrono molto, ma non è una malattia che deriva o si basa sul meccanismo di gestione della sofferenza. 
Al contrario, inizia con il piacere
Alcuni stimoli come lo shopping producono stati che le persone definiscono gradevoli. Non è per questo che si innesca la dipendenza. Lo stimolo, oltre a piacere, fa qualcos’altro, cioè si rinforza da solo: aumenta la probabilità che la persona lo cerchi di nuovo, e questo accade perché la persona si ritrova a “desiderarlo”. Il desiderio non riguarda tanto l’effetto che lo stimolo ha prodotto, ma il fatto di consumarlo, il desiderio di averlo e consumarlo. Accadrebbe anche a cose normali che facendo una cosa piacevole si desideri ancora, ma questo tipo di desiderio passa attraverso il ricordo del piacere provato. Nelle dipendenze accade che la voglia di ripetere lo stimolo cresca anche quando la persona sta provando ad evitarlo, e anzi vuole proprio escluderlo dalla propria vita perché ormai divenuto dannoso, pericoloso e problematico. Chi è dipendente sperimenta quindi questa strana dissociazione: volere da una parte, e piacere da un’altra parte.
 
Il craving (smania) è la versione patologica del desiderio: il desiderio che non risponde più al piacere. Non lo presuppone, non lo evoca più, non cade con l’assenza di piacere. In termini tecnici si dice che una dipendenza si ha quando il “liking” (piacere) non va più a braccetto con il “wanting” (voglia), perché la voglia procede da sola e in una direzione. La voglia in questo caso è diventata “craving” (desiderio patologico che produce crisi di astinenza). E’ ovvio che un desiderio non più controllato, e che non si regola più in base al piacere, produrrà alla fine sofferenza e vuoto.


Le cure prevedono una fase di restituzione del libero arbitrio, seguita da una fase preventiva durante cui è importante ricostruire, anche in maniera guidata, rapporti con stimoli nuovi o che si erano persi di vista, per potenziare la parte del cervello che è stata sacrificata dalla dipendenza. Nel caso del cyberg compulsive shopping , ridurre progressivamente l'accesso ad applicazioni e siti di shopping on line , eliminare le carte di credito e gestire il denaro solo  con bancomat e contanti, incrementare attività alternative non virtuali.
Sarebbe auspicabile un sostegno psicologico per individuare le cause e procedere con tecniche di rilassamento che contenganol' atteggiamento ansioso tipico del craving.